L’ultimo giorno di liceo

E così tutto a un tratto 6 anni di liceo stanno finendo. Con oggi termino il mio 923esimo e ultimo giorno di liceo. Mentre scrivo queste parole mi viene a pensare che magari non è del tutto sicuro che sia davvero giunto alla fine, potrei sempre aggiungere un anno essendo bocciato alla maturità, tuttavia pongo che da questa riga in poi immagino che il liceo sia giunto al termine. Cosa mi abbia fatto scegliere il liceo classico me lo ricordo ancora, e da una parte mi fa ridere pensare che abbia scelto 6 anni di indirizzo solo per restare nella scuola che amavo e coi miei compagni di classe, dall’altra invece penso che quel motivo sia stato quello che mi sostiene fino ad oggi in diverse modi: il rifiuto di schemi logici per seguire solo e soltanto la mia ragione individuale non curandomi del poi e di ciò che avverrà. Cosa c’è di più classico di questo? Oggi un mio compagno, ingiustamente preso di mira dai professori, per un attimo mi ha citato, seppur involontariamente, un autore latino con un impostazione e un modo degno da palcoscenico: carpe diem quam nulla credula postero. Orazio. Ecco perché sono felice di aver scelto il liceo classico e perché sarò orgoglioso del mio diploma classico qualunque sia la valutazione, perché penso che il liceo classico ti lasci una cosa che le altre scuole offrono in scala molto minore, la giustificazione del proprio pensiero, la nostra capacita di porci domande più alte delle normali faccende quotidiane, e questo è per me molto piu importante di ogni nozione.
Ve ne rendete conto che se cercate un po’ anche su Facebook gli unici a scrivere memorie sui propri giorni di liceo o riflessioni sugli anni passati in vista della fine del ciclo siamo proprio noi ragazzi del classico?
Questo perché nel profondo siamo tutti autori. Siamo diventati tutti un po’ come coloro che abbiamo odiato e amato durante l’anno. E con questo essere autori ci giunge la maturità. (preciso che non voglio per nulla screditare le altre scuole e sono pienamente cosciente che anche loro hanno delle caratteristiche uniche del loro genere). La maturità molti la intendono col limitato significato di maturità del comportamento, dimenticando di analizzare la parola stessa, Maturità, l’essere maturi, quindi essere frutto per far nascere una nuova vita e a nostra volta accompagnare gli “immaturi” nel nostro stesso cammino.
Potrei ricordare moltissimi errori compiuti in questi anni, sicuramente sono molto di più delle azioni di cui potrei rallegrarmi, tuttavia questi anni eterogenei, vissuti tra 3 scuole e con persone diverse, sono stati “il mio cammino classico“, una sorta di cursus honorum che ha delineato la strada della mia prossima vita. Oggi parto per quest’ultimo giorno come sono partito per il primo giorno di quarta ginnasio, con la prof A. che mi diceva che da li a poco avrei odiato il greco; io all’inizio non la capivo da quanto ero esaltato dalla nuova materia. Ebbene, cara professoressa, lei ha sbagliato. Io adoro il greco, il latino, l’italiano, la filosofia, la storia, l’arte, la matematica e le altre materie, semplicemente sono degli amici scomodi, che ti intralciano all’inizio mentre cammini, soprattutto se a farteli conoscere sono persone che non li apprezzano, ma poi ti sostengono, ti spingono e ti fanno da base per il resto della vita. Voglio dare uno speciale ringraziamento alle persone che piu mi hanno acconpagnato questi anni. Al professor Santino Bozzo che forse è l’insegnate piu “classico” che abbia mai conosciuto. La prima lezione in cui ebbi modo di conoscerlo fu quando mancava una professoressa alle medie e lui ci lesse la poesia “Itaca” di Kavafis spiegandoci il tema del viaggio alla ricerca di se stessi che, a mio parere, è la base di tutta la letteratura fino ad oggi, e tuttora è l’argomento che forse saprei esporre di più di italiano. Alla professoressa Anna Carassiti che mi insegnò che il modo migliore per imparare la filosofia è viverla, ponendoci interrogativi sempre su tutto e provare a ipotizzare risposte restando fedeli solo al nostro intuito. Alla professoressa Sarocchi, alla prof. Badaracco e alla prof. Desirello che mi hanno dato le migliori lezioni di matematica che potessi ricevere, scemo io che non le ho colte fino in fondo. Alla professoressa Vattione che ci metteva davvero l’anima nello spiegare il greco; con lei le traduzioni erano viste come veri e propri manuali di vita, e penso sia grazie a lei che sono inspiegabilmente piu abile nello scritto di greco che in quello di latino. Alla professoressa Silvia Pastrano che ritengo essere una delle migliori insegnanti di greco e latino che esistano, e non solo per l’affetto che provo per lei ma soprattutto perché è in grado di far amare le cose che spiega, una qualità che ben pochi professori tuttora hanno. Infine alla mia famiglia, ai miei amici e ai miei compagni, molti dei quali perderò forse per sempre al termine della maturità. Ciascuno di loro, sia esso un amico o un nemico, ha per me un valore inestimabile, senza pensare a quanto possano valere per me quelli che tuttora mi stanno a fianco. Vi voglio bene a tutti. LICEO MI MANCHERAI!!!!!! si, l’ho appena urlato dalla finestra ma ad un certo punto ci sta anche: semel in anno licit insavire (anche se nel mio caso varrebbe la formula contraria semel in anno licit savire…).
Concludo questo lungo pensiero con un ringraziamento all’esistenza che mi sta sempre vicino e mi assiste in tutti i miei passi e prego affinché non mi abbandoni mai.
Come in “Itaca” Odisseo si appresta a volgere le vele verso l’ultima meta, così io dirigendo il mio sguardo e il mio pensiero, parto alla volta dell’ultima isola, dell’ultimo porto sicuro prima delle colonne d’Ercole della maturità.

Ci tenevo a fare una riflessioni di questi anni passati e pensavo fosse anche bello condividere tali pensieri.

Umberto Selva

Lascio una produzione di Ferrafilm e un saluto a tutti i compagni dell’ultimo anno.

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